Il lavoro non può costare la vita. Serve ripensare turni e orari

Il Nidil CGIL Ascoli Piceno esprime il proprio cordoglio per la morte di Andrea Cennerini, il giovane di 24 anni che ha perso la vita il 19 ottobre in un incidente stradale mentre rientrava a casa dal lavoro. Andrea era assunto in somministrazione tramite Randstad e impiegato presso un’azienda metalmeccanica. Una vita giovane, con tanti progetti e possibilità, spezzata mentre tornava a casa dopo una giornata di lavoro.

Ci stringiamo alla sua famiglia e ai suoi cari, esprimendo tutta la nostra vicinanza in questo momento drammatico.

«Il nostro primo pensiero va alla famiglia di Andrea, ma abbiamo anche il dovere di porci delle domande. Tra le ipotesi sulla dinamica dell’incidente ci sarebbe quella di un colpo di sonno: saranno gli accertamenti a chiarire cosa sia accaduto, ma non possiamo ignorare il tema della stanchezza, dei turni e dei tempi di recupero. La sicurezza non si esaurisce dentro i cancelli della fabbrica: dobbiamo ripensare, dove necessario, a un’organizzazione del lavoro sostenibile, che tuteli la salute e la vita delle persone», dichiara Francesca Bollettini, coordinatrice Nidil CGIL Ascoli Piceno.

Non intendiamo anticipare conclusioni né attribuire responsabilità prima degli accertamenti, ma non possiamo accettare che la morte di Andrea diventi una notizia da dimenticare. Il lavoro deve garantire dignità e futuro, non mettere a rischio la vita di chi lavora.

Nidil CGIL Ascoli Piceno rinnova la propria vicinanza alla famiglia di Andrea e ribadiscono la necessità di mettere al centro prevenzione, diritti e sicurezza. Non possiamo limitarci a contare le tragedie. Dobbiamo agire per impedire che si ripetano.